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Sicurezza sul lavoro e tutela del lavoratore: il dibattito alla Festa Nazionale Aepi

MANDURIA (TA) – Il presidente di Assoprevenzione, Vincenzo Fuccillo, responsabile Sicurezza della Confederazione Aepi, è oggi tra i protagonisti del dibattito di sulla sicurezza sul lavoro della Prima Festa Nazionale della Confederazione Aepi.

Nel talk “SICUREZZA SUL LAVORO E TUTELA DEL LAVORATORE: COSA MANCA?” presieduto  da Vincenzo FUCCILLO Responsabile Sicurezza AEPI intervengono anche Nunzio LEONE Componente Ufficio Legislativo AEPI, Davide FAVERO Segretario Generale Sindacato CLAS, Michele LAMPUGNANI Coordinatore Regionale AEPI Puglia, Luca MANCUSO Presidente FENIMPRESE-AEPI, Damiano Petrucci, presidente nazionale ANAP e vice presidente di AEPI, Anthony VITALI Segretario Generale FIRAS SPP.

 Il tema della sicurezza  sul lavoro è centrale e prende spazio importante nell’ultima giornata della manifestazione che ha visto riuniti per tre giorni governo, istituzioni, parlamentari di maggioranza e opposizione, vertici nazionali di associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e numerosi enti pubblici per affrontare i temi di stretta attualità e trovare una chiave per ripartire all’insegna della tutela del Made in Italy.

Le parole del Presidente di Aep, Vincenzo Fuccillo, che oggi ha presieduto la sessione della I Festa Nazionale di Aepi dedicata alla Sicurezza sul lavoro.

“Abbiamo cercato in questi anni con i nostri eventi, ed in particolare con l’evento “Nun se po’ murì accussì”, di trasferire al popolo della sicurezza sul lavoro un concetto: la sicurezza non è noiosa. Cosa significa? Siamo abituati a vedere i lavoratori arrivare in aula ai corsi obbligatori e chiedere subito “A che ora finisce?”. I formatori partono dunque già svantaggiati, esistendo una montagna da scalare quale è il pregiudizio di tutti i lavoratori nei confronti dell’argomento. Prima di poter fare veramente formazione dobbiamo rompere il pregiudizio: non è facile perché il tempo a disposizione è poco, ma è importante fare questo passaggio e dare l’idea che la formazione non è noiosa. Nun se po’ murì accussì era concepito all’interno di una catena di eventi, una congiunzione tra due mondi, quello della diffusione della cultura della sicurezza, fatta dal movimento di “Italia loves sicurezza” e quello istituzionale dell’Hse Symposium a cui hanno partecipato 14 università italiane e che ha visto la sottoscrizione di un documento con una proposta di modifica legislativa del Decreto 81 per i criteri di gestione e organizzazione della formazione della sicurezza sul lavoro. Tanti gli spunti, tra cui quello che la formazione non debba essere legata all’azienda ma al lavoratore e al cittadino, facendo eco al progetto di un libretto formativo del cittadino e con l’inizio della formazione nelle scuole, partendo dalla secondaria per poi esser portata avanti con particolare attenzione negli istituti professionali. L’Italia è fatta da piccole aziende, non dobbiamo mai dimenticarlo, e in tanti casi le normative non riescono ad andare d’accordo con quella che è la realtà. Se consideriamo ad esempio l’aspetto della premialità, notiamo che è difficile fare statistica su un’azienda con due lavoratori, non ha una vera statistica degli infortuni. Quando parliamo di infortuni e leggiamo il dato dobbiamo considerare che molti di essi avvengono ai datori di lavoro. Perché non creare organismi di vigilanza in grado di fare anche accompagnamento dei datori e reale prevenzione non solo controllo? Ringrazio l’organizzazione splendida della manifestazione per questa importante occasione di confronto” conclude il Presidente di Assoprevenzione.

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