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AssoPrevenzione | PURTROPPO ANCORA POCA FORMAZIONE IN AZIENDA (di Michele Curatella) - AssoPrevenzione

Articolo di Michele Curatella dalla rivista IL NOLEGGIO di settembre 2014

La formazione per le aziende è necessaria: serve a qualificare le figure professionali nel contesto lavorativo. Ma in Italia, fanalino di coda dell’Europa, è attiva solo nel 18% delle piccole e medie imprese (vedi ricerca Osservatorio Expo Training 2014). Quindi si fa ancora pochissima formazione! E la qualità com’è? Questo la ricerca non lo scrive e sarebbe interessante sapere qualcosa di più in proposito. Iniziamo cercando di capire perché le aziende non investono a sufficienza in formazione. Credo che la ragione principale sia il costo complessivo da sostenere, ovvero il costo del servizio (docenza, aula, strumentazione, ecc.), e il costo del mancato lavoro (alla formazione vengono infatti dedicate ore lavorative). A questo si aggiunge, da parte degli imprenditori, la poca conoscenza e la mancanza di fiducia sui benefit positivi che la formazione può produrre nel tempo per i lavoratori e per l’azienda stessa. Attribuire alla formazione un costo troppo elevato è però un alibi. Oggi, attraverso i fondi europei, regionali, interprofessionali (seppur ridimensionati dai tagli fatti dagli ultimi governi), è possibile finanziare qualsiasi corso di formazione aziendale e/o interaziendale. Nonostante ciò, gli imprenditori continuano a fare formazione aziendale solo laddove la Legge lo impone (produzione e sicurezza), mentre negli altri settori gli investimenti formativi restano pochissimi. E c’è un rischio da considerare. A fronte di un’offerta formativa in Italia comunque vastissima, troviamo una proposta non sempre all’altezza delle aspettative: così si finisce per fare formazione anche a costi bassi ma senza avere poi risultati davvero utili per l’azienda e per i lavoratori. Come trovare il corso giusto? Provate a digitare la parola “formazione” su Google: passerete ore a sfogliare siti web (anche interessanti e ricchi di informazioni) spesso senza trovare quello che è giusto per voi. Allora come fare? Innanzitutto bisogna affidarsi a consulenti che valuteranno quale tipo di formazione serva ai dipendenti. Professionisti che spesso le aziende hanno già al loro interno: per la formazione tecnica (produzione e sicurezza) saranno il responsabile industriale e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP). Per i reparti commerciale e amministrativo saranno i capi divisione (direttore commerciale e/o amministrativo). Dopo aver raccolto tutte le informazioni in merito alle esigenze formative dei vari livelli aziendali sarà necessario procedere al passo più importante, ovvero analizzare nel dettaglio quale tipo di formazione serva all’ azienda e quale modello si intende proporre per soddisfare le esigenze operative.

Quindi, proviamo a rispondere alle seguenti domande:

– Qual è il contesto aziendale in cui operiamo? Piccola, media o grande azienda? Qual è l’età media dei lavoratori? (età anagrafica e di anzianità aziendale). Dove è ubicata l’azienda? (piccolo centro o grande città).

– Cosa pensano i nostri collaboratori dell’azienda? Che rapporto hanno con i loro capi intermedi? (li rispettano per autorevolezza o per autorità imposta). Sono soddisfatti di lavorare per l’azienda?

– Quali benefici vogliamo ottenere dal percorso formativo? Risultati di miglioramento produttivo? Qualificazione professionale? Miglioramento del rapporto operativo tra colleghi? (compreso quello legato alla comunicazione).

– Come è vista dai nostri collaboratori la formazione professionale? Anche se obbligatoria per Legge è considerata utile o inutile?

Potrei allungare la lista con altre decine di domande, ciascuna delle quali deve prendere in considerazione fattori altrettanto importanti. Per esempio il tipo di azienda, industriale o commerciale, produttiva o di servizi, sede locale o territoriale, ecc. E’ fondamentale rispondere a tutte queste domande prima di preparare un piano formativo. E a rispondere deve essere anche l’imprenditore in prima persona, se vogliamo che si ottengano risultati positivi. Solo a questo punto potremo effettuare la scelta del consulente a cui affidare l’incarico per la formazione. Il consulente sarà un aiuto prezioso in questo percorso, saprà indicare il metodo formativo adatto alla situazione, potrà pianificare i tempi esecutivi, progetterà programmi specifici e aiuterà l’azienda a raggiungere gli obiettivi definiti. Ma non potrà mai sostituirsi all’imprenditore. Perché un bravo consulente è quello che – per un certo periodo di tempo – affianca l’imprenditore nell’affrontare la risoluzione di un problema, nel migliorare le performance aziendali, nel cambiare un piano strategico, ecc. Un consulente è principalmente un collaboratore che ascolta, osserva, indaga, rinnova, cambia, che ti dimostra che “si può fare”. Grazie alla formazione.

Michele Curatella

AEP