L’Inail ha reso noti i dati sugli infortuni sul lavoro nell’anno della pandemia. Dai numeri divulgati dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto sugli Open data rilevati al 31 dicembre emerge, chiaro, l’impatto del Covid-19 sull’andamento infortunistico in Italia nel 2020.
Le denunce calano del 13,6% (554.340), mentre aumentano i casi mortali arrivati a 1.270, denotando un aumento di 181 (+16,6%) rispetto all’anno precedente.

Se si registra una riduzione dei decessi in itinere (vale a dire quelli che si verificano nel tragitto casa-lavoro) del 30,1%, aumentano invece del 34,9% quelli avvenuti in occasione di lavoro (aumento di oltre un terzo) passando da 783 a 1.056.

Il virus incide in maniera notevole, determinando un quarto delle denunce e un terzo dei decessi segnalati.
Per quanto riguarda l’aspetto assicurativo, il Covid rientra nella categoria degli infortuni sul lavoro, “equiparandone la causa virulenta a quella violenta tipica proprio degli eventi infortunistici, come avviene anche per altre affezioni morbose (Aids, malaria, tubercolosi, tetano, epatiti virali, ecc.)”.

“Nell’ultimo trimestre – spiega in nota l’Istituto – le denunce sono aumentate del 9,1% rispetto all’analogo trimestre dell’anno precedente. I dati rilevati al 31 dicembre di ciascun anno evidenziano, in particolare, un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 540.733 a 492.123 (-9,0%), sia di quelli in itinere, che registrano un calo percentuale più sostenuto, da 100.905 a 62.217 (-38,3%). Se per gli infortuni in itinere il segno è rimasto negativo sia nei primi tre trimestri (-37,1%) che nell’ultimo (-42,2%), per quelli in occasione di lavoro si è passati, invece, dal -18,6% del periodo gennaio-settembre al +18,0% di quello ottobre-dicembre”.

Altro dato interessante riguarda il numero degli infortuni denunciati nelle diverse gestioni. Il valore è diminuito del 2,8% nella gestione Industria e servizi (dai 501.496 casi del 2019 ai 487.369 del 2020), del 19,6% in Agricoltura (da 32.692 a 26.287) e del 62,1% nel conto Stato (da 107.450 a 40.684).
Come immaginabile, l’aumento ha invece investito il settore della Sanità e dell’assistenza sociale, dove i casi sono triplicati e tre quarti dei casi di denuncia di infortunio hanno riguardato il contagio da Coronavirus.

“Tra gennaio e dicembre la diminuzione delle denunce ha interessato sia i lavoratori italiani (-14,3%), sia quelli comunitari (-4,5%) ed extracomunitari (-11,9%), con cali percentuali più sostenuti nel mese di maggio (rispettivamente -52%, -38% e -41%) e incrementi, invece, nel periodo ottobre-dicembre (+9,4%, +26,0% e +2,4%). Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati (più contenuti per i lavoratori tra i 45-49 anni e 65-69 anni), a eccezione della fascia 50-64 anni, che presenta un aumento, contenuto su base annua (+3,2%) e più consistente nell’ultimo trimestre (+39,9%).
Il calo delle denunce di malattia professionale è del 26,6%. Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel 2020 sono state 45.023, 16.287 in meno rispetto al 2019 (-26,6%). Al primo posto le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo.”

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