Coronavirus: in “zona gialla” 17 regioni, ma guardia ancora alta

Da oggi sono in zona gialla 17 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto.

La nuova geografia dei colori vede incluse in zona gialla le regioni indice Rt a 0.84 in base agli ultimi report dell’Istituto superiore di sanità. “Zona gialla” non significherà “normalità”, hanno avvertito gli esperti. Permangono in zona arancione la Provincia Autonoma di Bolzano (ora in lockdown per via di un’ordinanza regionale), Puglia, Sicilia, Umbria. Non ci sono regioni in zona rossa o zona bianca, ma ci sono delle micro zone rosse per il contenimento delle cosiddette “varianti”.
In rosso diversi comuni della Provincia di Perugia e della Provincia di Terni e l’area di Chiusi nel senese. Zone rosse anche in Abruzzo, in Molise e nel messinese.

“In questa fase delicata dell’epidemia – si legge in una nota del Ministero della Salute – questi iniziali segnali di contro-tendenza potrebbero preludere ad un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero rigorosamente messe in atto adeguate misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. L’attuale quadro a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali. In alcuni contesti, un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l’incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per COVID-19 in area critica”. Guardia ancora alta, anzi altissima, contro il nemico che ormai da un anno stiamo fronteggiando.

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