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AssoPrevenzione | ANTINCENDIO: DISPOSIZIONI PER LE STRUTTURE SANITARIE E SOCIO SANITARIE - AssoPrevenzione

Il DL 13 settembre 2012, n. 158, convertito dalla Legge 189/2012, ha indicato le “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”, relative all’edilizia sanitaria, ai controlli e alla prevenzione incendi nelle strutture sanitarie e socio sanitarie (pubbliche e private); all’interno di esso è prevista l’emissione di un apposito decreto interministeriale per l’aggiornamento della normativa tecnica antincendio relativa alle suddette strutture. La pubblicazione del Decreto interministeriale sull’ “Aggiornamento della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private di cui al decreto 18 settembre 2002″, è avvenuta sulla Gazzetta Ufficiale in data 25 marzo 2015. La nuova regola tecnica introduce due allegati I e II, che sostituiscono completamente i titoli III e IV del provvedimento del 2002 e sono integrativi della precedente Regola tecnica nel settore, e viene, inoltre, introdotto un nuovo allegato, III, che rappresenta una novità nell’aggiornamento e va a costituire il titolo V della nuova Regola tecnica.

Nell’allegato I vengono date indicazioni per le strutture sanitarie in regime di ricovero ospedaliero o residenziale con oltre 25 posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto 2002, che non abbiamo completato l’adeguamento alle disposizioni previste.

Per le strutture elencate nell’allegato I “per le quali siano stati pianificati o siano in corso lavori di adeguamento al decreto del Ministro dell’interno del 18 settembre 2002 sulla base di un progetto approvato dal competente Comando, ovvero sulla base di un progetto approvato in data antecedente all’entrata in vigore del decreto del Ministro dell’interno del 18 settembre 2002”, “è fatta salva la facoltà di optare per l’applicazione del presente decreto per le strutture esistenti di cui all’art. 2”. “In caso di mancato esercizio di tale opzione, gli enti e i privati responsabili delle strutture di cui all’art. 2 presentano al Comando la segnalazione certificata relativa al completo adeguamento antincendio della struttura, che deve comunque avvenire entro il termine massimo di cui all’art. 2, e adempiono a quanto ivi previsto al comma 1, lettera b)”.

All’interno dell’allegato II si trovano le disposizioni per l’adeguamento per le strutture di assistenza specialistica in regime ambulatoriale con superficie superiore ai 500 m2 e fino a 1.000 m2, e delle strutture superiori ai 1000m2 esistenti alla data di entrata in vigore del nuovo decreto.

Le disposizioni comunitarie regolamentano la commercializzazione e l’impiego dei prodotti, “gli estintori portatili, gli estintori carrellati, i liquidi schiumogeni, i prodotti per i quali è richiesto il requisito di reazione al fuoco diversi da quelli di cui al comma precedente, gli elementi di chiusura per i quali è richiesto il requisito di resistenza al fuoco, disciplinati in Italia da apposite disposizioni nazionali, già sottoposte con esito positivo alla procedura di informazione di cui alla direttiva 98/34/CE, come modificata dalla direttiva 98/48/CE, che prevedono apposita omologazione per la commercializzazione sul territorio italiano e, a tale fine, il mutuo riconoscimento, sono impiegabili nel campo di applicazione del presente decreto se conformi alle suddette disposizioni”.

L’allegato indicato come Titolo V , è il Sistema di gestione della sicurezza finalizzato all’adeguamento antincendio (nelle strutture sanitarie, Nda); per l’adeguamento antincendio viene imposto, ai responsabili delle attività sanitarie, di adottare il Sistema di Gestione.

Per una corretta operatività, è obbligatorio che il provvedimento sia definito attraverso uno specifico documento presentato all’organo di controllo, che sia redatto in base ai principi stabiliti dal DM dell’interno del 10 marzo 1998, e che sia aggiornato in corrispondenza delle successive fasi di adeguamento dell’attività, con l’indicazione delle misure migliorative poste in atto.

L’attuazione delle azioni di miglioramento deve avvenire mediante:

  • identificazione e valutazione dei pericoli derivanti dall’attività;
  • organizzazione del personale;
  • controllo operativo delle successive fasi di adeguamento;
  • gestione delle modifiche;
  • pianificazione di emergenza;
  • sicurezza delle squadre di soccorso;
  • controllo delle prestazioni con riferimento anche ai “crono programmi”;
  • manutenzione dei sistemi di protezione;
  • controllo e revisione del Sistema di Gestione.

Il Sistema di Gestione, nel dettaglio, deve includere:

  • il documento di strategia sulla sicurezza antincendio firmato dal responsabile, indicando il budget da riservare per la sicurezza antincendio nel periodo considerato;
  • l’analisi delle principali cause e pericoli di incendio e dei rischi per la sicurezza delle persone;
  • il sistema di controlli preventivi che assicuri il rispetto dei divieti e la continuità nel tempo dei miglioramenti adottati nelle varie fasi (divieti, limitazioni, procedure di esercizio, ecc.);
  • il piano per la gestione delle emergenze;
  • il piano di formazione e l’organigramma del personale addetto al settore antincendio, comprendendo i responsabili della gestione dell’emergenza;
  • il numero minimo di addetti.

 

Scarica gli allegati

 

legge 189_2012

decreto-legge-sanita-n-158 art.8 13-09-2012_19309

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